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II°

 

III°

 

IV°

 

 

VI°

Questo il titolo di quella che è ormai una Saga, che si protrae oltre le vite degli iniziali protagonisti.

Perché questo nome? Impero si riferisce a quello Romano, l'acciaio ne evoca le armi.

L'acciaio è simbolo di forza, ma anche di duttilità e resilienza ed è inoltre simbolo di progresso: senza del buon acciaio non si possono costruire macchine complesse.

 

Il primo romanzo, nella sua prima versione, è stato pubblicato a giugno 2016, il secondo a novembre 2017, insieme alla seconda edizione del primo,  e a febbraio 2018 la Trilogia si è completata, chiudendo il primo ciclo della Saga. Tutti pubblicati da Lettere Animate Editore, come la prima edizione della biografia dell'imperatore Tiberio, che considero legata alla Saga.

A febbraio 2019 è uscito il quarto romanzo per la Santelli Editore, iniziando il secondo ciclo.

A settembre 2019, scaduto il contratto con Lettere Animate, ho portato i quattro titoli che avevo con loro sulla piattaforma KDP e Santelli mi ha autorizzato a pubblicarvi il quarto romanzo.

A maggio 2020 ho pubblicato il quinto volume e a novembre 2020 il sesto, che chiude il secondo ciclo e la Saga.

 

La fondamentale differenza tra i due cicli è che nel primo i protagonisti operano in un ambiente uguale o poco cambiato rispetto alla Storia che conosciamo, ma nel secondo gli effetti delle azioni da loro intraprese inizieranno a manifestarsi, rendendo la Storia sempre più distorta.

Distorta, non distopica, come alcuni l'avevano definita. Tale definizione è sbagliata per la Saga che, come si vede nella seconda Trilogia, tende a un mondo migliore, quasi utopico. Distopia è invece un termine negativo, il contrario di utopia.

 

Le vicende sono ambientate, il più accuratamente possibile, nella Roma di Tiberio. Quindi, sotto questo aspetto, potrebbe essere un romanzo storico, nel quale mi prendo pochissime libertà.

Tuttavia, il cuore della storia, la premessa al suo svolgimento e il suo fulcro, sono le interazioni che i quattro iniziali protagonisti hanno con la Roma Imperiale, dove arrivano in seguito a un evento del tutto fortuito, ossia un piccolo cataclisma, provocato da un'entità cosmica non senziente.

 

Infatti  la sola ma fondamentale parte del romanzo che gli impedisce si essere considerato storico è un tema caro a molti autori di fantascienza e non solo: il viaggio nel tempo.

A eccezione di questo aspetto le ambientazioni e i personaggi che si incontrano sono, per quanto possibile, rigorosamente aderenti alla realtà storica, almeno fino a quando i quattro cominciano a interagire con l'ambiente che li circonda, provocando, com'è lecito attendersi, eventi e reazioni che daranno luogo a situazioni e avvenimenti mai verificatisi.

Non mancano attente e particolareggiate descrizioni dei luoghi e dei personaggi storici che i quattro iniziali protagonisti incontrano, alcuni dei quali diverranno a loro volta protagonisti.

 

Vi sono naturalmente incontri e nuove amicizie, anche particolari.

I quattro si integrano molto bene nella Roma imperiale, nota per i suoi costumi piuttosto aperti, volendo usare un eufemismo. La storia si svolge anche attraverso la nascita di nuovi, intriganti amori, alcuni dei quali sono dei veri colpi di scena, quasi più delle trame che verranno ordite contro di loro.

 

Quattro persone normali, con competenze e storie personali nelle quali molti lettori potranno riconoscersi, con reazioni del tutto comuni, ma dotate di grande determinazione e coraggio, consce che consce che per sopravvivere non possono che affrontare di petto la situazione nella quale si trovano e gli ostacoli che si presenteranno. Ciascuno ha le sue piccole manie, ma formano un gruppo talmente affiatato da non riuscire a farmi affezionare a uno in particolare. Forse però, dal quinto in avanti, ho avuto una predilezione per una delle donne, a causa del ruolo che svolge.

 

La vicenda è raccontata per lo più attraverso fitti, serrati dialoghi, che ho scritto con uno stile forse più adeguato a una sceneggiatura che a un romanzo, ma che ritengo opportuno per mantenere il ritmo.

I sentimenti dei personaggi traspaiono da quanto dicono, credo in modo più incisivo che se venissero accuratamente descritti.