Claudio Bolle

 

Per i pochi che avessero interesse alla mia persona, qualche notizia.

 

Sono nato e ho sempre vissuto a Vicenza, fino a quando mi sono sposato e sono andato ad abitare ad Altavilla, un paese confinante.

Ho lavorato ai massimi livelli in note aziende della zona, nell'area amministrazione e controllo, con compiti paralleli che hanno toccato personale e informatica, per poi intraprendere la strada della consulenza.

Una delle mie passioni di sempre è la musica: ho sempre suonato, come tastierista o chitarrista in molti gruppi della mia zona, rockettaro fino al midollo.

 

La breve storia delle mie opere: il primo volume della Saga è stato pubblicato nell'estate 2016, ha cambiato veste editoriale all'inizio del 2017 e a novembre 2017 è finalmente uscita la seconda edizione.

Il secondo è uscito ad agosto 2017 e il terzo a febbraio 2018.

Ho ristrutturato il sito (maggio 2018) perché ho appena pubblicato una breve biografia romanzata dell'imperatore Tiberio e ho altri progetti, per ora nell'ambito dell'avventura fantastica.

 

Vi chiederete: Perché una persona che ha sempre fatto tutt'altro si è messa a scrivere libri?

Parto da una premessa: fin da ragazzino ho sempre letto molto: Salgari e Kipling, oltre ai soliti fumetti. Successivamente mi sono appassionato soprattutto alla fantascienza, nelle sue molteplici sfaccettature: classica, tecnologica, sociale, strana.

Leggevo anche gialli, o per meglio dire polizieschi e libri di spionaggio, niente di troppo impegnativo, in fondo andavo ancora a scuola. Poi mi sono appassionato a libri d'avventura, in particolare a Wilbur Smith e Ken Follett.

Ho sempre evitato accuratamente altri generi, che considero spesso ben più fantasiosi della fantascienza.

Opinione personale, che dubito cambierò mai. Poco intellettuale? Pazienza.

 

Altra passione, relativamente recente, sono i giochi strategici, dei quali sono un vero esperto, con una buona reputazione su siti internazionali, anche grazie a modifiche che ho pubblicato e che hanno incontrato un discreto quanto inatteso favore.

 

Direte: "E che c'entra col libro?" C'entra, c'entra se tutto questo si accompagna a una passione per la storia e ad una fantasia da sempre fervida, al punto che immaginavo me stesso alle prese con situazioni in varie epoche storiche. Al punto che, stanco di fantasticare, ho deciso di scrivere una storia, ritenendo di non arrivare a cinquanta pagine scritte in qualche modo.

 

Dovevo decidere personaggi, ambientazione, tempo e luogo e mi sono ampiamente documentato, per trovare un periodo e una collocazione storici perfetti per la storia che avevo in mente:

La Roma di Tiberio.

Ho pensato a come iniziarla - la parte più difficile - poi la vicenda si è sviluppata quasi autonomamente.

Arrivato a circa duecento pagine, avevo appena incominciato, le idee venivano da sole, i dialoghi fluivano e i personaggi erano sempre più delineati, al punto da prendermi la mano.

Arrivato a circa quattrocento, ho cominciato il secondo, ritenendo un romanzo più lungo eccessivo per un esordiente. Cominciavo a crederci e l'amico di sempre mi ha incoraggiato a farlo.

Dopo due revisioni, ho deciso di sottoporla ad alcuni editori, senza ricevere risposta per circa sei mesi, quando una piccola ma agguerrita Casa Editrice mi ha offerto di pubblicarlo. Niente tirature di migliaia di copie, in "print on demand" ma almeno era un'offerta di pubblicazione gratuita.

Poi una Casa Editrice più strutturata, ancora in "print on demand", ma altra musica.

Nel frattempo ho effettuato altre tre revisioni importanti, arrivando alla stesura che adesso è pubblicata.

Al tempo della prima pubblicazione pensavo a una trilogia, adesso probabilmente sarà una serie o meglio una saga, dato che le vicende evolvono nel tempo.

 

Non ho quasi detto di che parla, ma lo faccio a lungo altrove.

Buona lettura!